Viaggio nell’afrorap di Flu$ion – Intervista

Flu$ion, al secolo Rowland Moses Grimu, vede la luce nel 1990 in Nigeria. Il suo viaggio musicale inizia quando, da adolescente, si trasferisce in Italia per riunirsi con sua madre. Qui, immergendosi nella cultura italiana, avvia la sua carriera nella musica urban.

Nonostante le limitate risorse economiche, la sua determinazione lo spinge a intraprendere studi mirati per diventare un produttore musicale. Questo percorso lo conduce a creare le sue prime opere come artista indipendente, adottando il nome d’arte Flu$ion.

La sua musica, ricca di influenze Afro e Rap, lo distingue per uno stile unico e una personalità vibrante. Nel corso del 2022, Flu$ionpubblica singoli di successo come CNA News, Cash, Talking Shit, e Spin It, accumulando migliaia di visualizzazioni in pochi mesi.

Il 2023 si è aperto con Angel Of My Life che conferma le sue straordinarie abilità nel comporre e nel plasmare il suono. Il percorso si è concretizzato con l’album What’s my name?

Intervista Flu$ion

Cosa ti ha spinto, Flu$ion, a iniziare questo cammino musicale che non si ferma mai?

La passione è il motore che mi ha dato la spinta iniziale e che continua a motivarmi. Ho sempre sognato di fare musica da quando ero un ragazzo e sono sempre stato un tipo creativo. Infatti ho avuto modo di frequentare per alcuni anni un’accademia di arte e cinema quando vivevo a Stoccolma. Il mio desiderio è di riuscire a farmi conoscere grazie al mio lavoro e di potermi dedicare interamente alla mia musica.

Vivendo in Italia da adolescente, come questa esperienza ha influenzato la tua musica e il tuo stile?

Da adolescente appena arrivato in Italia ero interessato a continuare la carriera sportiva come calciatore, che avevo già iniziato in Nigeria, visto che ero molto promettente a detta del mio allenatore. Purtroppo ho dovuto abbandonare lo sport in seguito ad un infortunio ad un ginocchio. Mentre ancora metabolizzavo la delusione, un amico che lavorava nell’ambiente musicale ha intuito le mie capacità e mi ha spronato a fare freestyle un giorno nel suo studio. Da lì ho capito che quella era la mia strada. Fino a quel momento avevo sempre amato la musica ma non avrei pensato di dedicarmi a farla.

Con risorse economiche limitate, quali sforzi hai fatto per iniziare la tua carriera musicale?

All’inizio l’investimento è forte, produrre musica e video è molto costoso. Quindi faccio due lavori per poter raggiungere un budget che mi permetta non solo di vivere in una città cone Padova, che e comunque cara, ma anche di supportare tutte le spese legate alla creazione e al lancio dei miei brani

Com’è iniziato il tuo viaggio nella produzione musicale quando hai iniziato a fare musica da solo?

Cinque anni fa ho preso la decisione di cominciare a produrmi da solo, sia per risparmiare che per non dover dipendere dalla disponibilità degli altri. Per un periodo perciò ho smesso di cantare e mi sono dedicato allo studio. Dopo di che ho cominciato dalle basi e mi sono fatto esperienza strada facendo al punto che ora oltre alla mia, produco anche musica di molti altri ragazzi che si stanno facendo conoscere

Come le tue radici Afro e l’influenza del Rap si vedono nella tua musica?

Mi piace ascoltare ogni genere musicale, secondo me è importante infatti avere una base ampia su cui costruire il proprio stile. Perciò dal jazz, al blues, alla musica latina, perfino quella indiana, mi interessa ogni genere. Ovviamente però la mia infanzia in Africa mi ha dato delle radici culturali, musicali, anche culinarie che non potrò mai perdere nemmeno dopo decenni in Europa. L’Afro mi scorre nel sangue, fa parte del mio DNA. Il rap ovviamente è il genere che ha influenzato anche gli altri della mia generazione. Quindi nelle mie canzoni Afro e rap sono fondamentali e rappresentano il nucleo su cui io poi aggiungo altre influenze cercando di dare vita a una fusione originale, che sia solo mia

Dando un ascolto il tuo nuovo album e generalmente al tuo catalogo, una traccia che ci ha particolarmente colpito che è Angel Of My Life. Potresti raccontarci di più sui retroscena di questa canzone? In che modo si distingue dalle tue altre creazioni e quale significato particolare ha per te?

Ogni artista, che sia un poeta, un pittore o un musicista tende ad attingere al proprio vissuto, alle proprie esperienze, belle o brutte che siano. Chiaramente si percepisce subito quando un brano musicale è stato ispirato dalla vita perché sembra più vero, più intenso e tocca più nel profondo l’anima di chi ascolta. Anche io perciò ho tratto ispirazione per alcuni brani da episodi dolorosi della mia vita, come la perdita di un caro amico in “Missing blood” e la mia infanzia segnata da un padre assente in “Liar”. “Angel of my life” è stata invece ispirata da un amore intenso che ho vissuto con una donna. Magari le esperienze finiscono, ma I sentimenti che hanno generato, messi in musica, dureranno per sempre

Guardando avanti, quali sono i tuoi prossimi passi nella tua carriera musicale?

Continuerò a scrivere nuovi brani, ma non smetterò neppure di creare beat per gli altri artisti emergenti come sto facendo ora e di registrare e mixare i loro lavori. Per me la musica è anche condivisione e collaborazione con musicisti dalle più diverse origini geografiche e differenti background culturali. Questi contributi arricchiscono sia me che gli altri e ci danno anche modo di creare belle amicizie.

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