Intervista a Cvmpo: un viaggio dentro la sua musica

Cvmpo, all’anagrafe Filippo Campisi, è un giovane artista nato nel Dicembre 2002 a Como. Cvmpo è un ragazzo come tanti altri, cresce in un contesto borghese dove non si fa mancare niente e dove qualsiasi suo desiderio viene esaudito, è un bimbo timido e schivo, che non condivide troppe passioni con i suoi coetanei. Anche il primo approccio con la musica, arriva infatti dopo parecchi anni quando si trova già in età adolescenziale. All’età di 15 anni vede infatti tornare suo padre a casa con una console dj Pioneer e da lì parte la magia: Cvmpo apprende le strategie e le tecniche di base e inizia ad esibirsi come disc-jockey prima a casa sua davanti alla sua famiglia, poi davanti agli amici e infine alle più importanti feste private della sua città e nei club. Il primo approccio con il canto arriverà due anni più tardi, quando in un periodo difficile della sua fase di crescita sentirà l’esigenza di sfogarsi e di comunicare tutti i suoi problemi e le sue difficoltà, unendo le sue più grandi passioni: quella della scrittura e quella della musica appunto.

Immagine: Cvmpo

 

Così, dopo aver pubblicato alcune demo e freestyle di minor rilievo su SoundCloud e su Instagram, debutta ufficialmente sulle piattaforme digitali nel Maggio 2020, con il singolo Sidecar., che riscuoterà subito un ottimo successo locale. Nello stesso anno pubblica altri singoli con cadenza regolare che verranno poi raccolti insieme ad altri inediti, nell’album ANNO ZERO, uscito nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Partecipa ad “Area Sanremo” e alle pre-selezioni dell’ultima stagione di X Factor, prima di ripartire con un nuovo progetto nell’anno appena passato che lo vede pubblicare altri singoli importanti come BLACKOUT., traccia che vanta 70k streams su Spotify e due remix di hit mondiali come quello di Roxanne di Arizona Zervas e di Mas Que Nada dei Black Eyed Peas, entrambi disponibili sul suo canale YouTube. Tutto ciò fa da preludio al rilascio del suo primo EP ufficiale intitolato NARCISO, che vanta anche due collaborazioni importanti al suo interno come il rapper torinese Sean Poly, molto conosciuto nell’underground hip-hop anche per le sue collaborazioni con Vacca, Cromo e quella più recente con Rico Mendossa e Jake La Furia e il producer salernitano Janax, due volte disco d’oro con produzioni targate per Peppe Soks e Geolier.

Immagine: Cvmpo

Intervista a Cvmpo: tra ambizioni e disco

Abbiamo avuto modo di confrontarci con Cvmpo, parlando del suo progetto, del suo ultimo EP “NARCISO” seguito a Dicembre dal singolo “ST TROPEZ.” e di quelli che sono i suoi piani per il futuro.

1. Qual è il featuring dei sogni?

Questa è una domanda molto complicata per due motivi: il primo è che nella mia situazione di artista emergente, qualsiasi nome di un certo calibro sarebbe il benvenuto su una mia traccia, il secondo è legato al fatto che stimo davvero tantissimi artisti nel panorama discografico italiano e sarebbe molto difficile fare una selezione. In ogni caso, credo che nessuno come Rkomi mi abbia influenzato e colpito nel mio percorso artistico, è un artista totale, completo, con una grande penna, che spazia su diversi generi restando sempre sé stesso e on point su qualsiasi tipo di beat, ed è una dote non da poco. E’ quello che aspiro ad essere in futuro, ovviamente restando me stesso e con il mio percorso e i miei trascorsi. Perciò considero lui il feat dei sogni, sarebbe veramente un onore e un grande regalo che la musica mi farebbe per gli sforzi che sto compiendo.

2. Il Covid ha rallentato i tuoi progetti?

In realtà il mio progetto esiste grazie al Covid! Mi spiego meglio, ho iniziato a scrivere e a rilasciare i miei primi brani su SoundCloud alla fine del 2019, ma detto molto onestamente, quei brani erano dei test e facevano abbastanza schifo, infatti li ho prontamente cancellati tutti. Il progetto vero e proprio è partito nel primo lockdown, da Marzo 2020 in avanti, ho affinato la mia tecnica, dato un’impronta e una direzione al mio progetto e mi sono schiarito le idee su cosa realmente volevo fare, volevo essere e volevo portare al pubblico. E infatti da lì in avanti le cose sono andate decisamente meglio. Ma senza quel periodo di stacco totale dal mondo circostante e da qualsiasi relazione sociale, non so se in questo momento io e te ci troveremmo qui a parlare. Perciò anche se soffro tantissimo psicologicamente la situazione legata alla pandemia che stiamo vivendo, sono totalmente grato al primo lockdown.

3. Dall’ascolto dell’EP si nota subito la compresenza di diversi temi trattati, ma c’è un tema chiave che prevale sugli altri e che fa da collante per tutte le tracce del progetto?

Beh sicuramente il tema chiave è quello che viene già menzionato nel titolo: Narciso e tutto ciò che ne consegue. Avendo passato molto tempo da solo con me stesso anche per via della pandemia ed esaminandomi all’interno nei processi di scrittura un po’ più conscious, inconsapevolmente mi sono staccato un pò dalla realtà e mi sono concentrato molto di più su me stesso, sui miei obiettivi, lasciando da parte come se fossero cose secondarie molti aspetti importanti della mia vita, come la mia famiglia. Ho attraversato momenti difficili, di grande dissidio interiore, tutto ciò ha portato dei grossi vantaggi in termini artistici perché questo focus totale su di me e sul mio progetto mi ha permesso di migliorare e di raggiungere determinati obiettivi che mi ero posto, ma mi ha portato anche ad avere grandi problemi con chi mi circondava. Perciò nell’EP ho voluto raccontare a pieno tutta questa fase della mia vita, che è stata molto importante e significativa per me.

4. Come è stato collaborare con artisti emergenti ma già abbastanza conosciuti nella scena e con un curriculum importante alle spalle come Janax e Sean Poly?

È stato davvero eccitante e stimolante. Con Janax è nato tutto da un suo messaggio di complimenti su Instagram che mi aveva parecchio lusingato. Janax e il suo manager Luca sono stati davvero disponibili e umili nei miei confronti e collaborare con loro è stato un bel riconoscimento per il mio lavoro. Quanto a Poly, è un ragazzo serio con un grande vissuto e tante esperienze importanti, anche molto lontane dalle mie. Abbiamo dei trascorsi completamente all’opposto, anche perché lui ha dieci anni in più di me. Ma proprio questa apparente distanza ci ha dato la chiave giusta per realizzare il brano. Carillon., che è la traccia che abbiamo realizzato insieme è forse la più leggera del disco per tematiche trattate ma ci ha reso molto più simili di quanto realmente sembri, abbiamo cancellato del tutto le apparenze e ci siamo trovati d’accordo su tutto, realizzando un ottimo lavoro, forse la collaborazione meglio riuscita tra tutte quelle che ho fatto finora. E Sean è un ragazzo straordinario, pensa che a Settembre, poco dopo l’uscita dell’EP, mi ha accolto con due miei soci nella sua casa di Torino, abbiamo pranzato con lui e ci ha fatto sentire anche lo spoiler della sua traccia appena uscita con Jake La Furia e Rico Mendossa, è stato davvero figo!

5. Quale traccia identifichi come la più rappresentativa del progetto?

A rigor di logica ti dovrei dire la title-track Narciso., realizzata insieme a Janax, ma in realtà non è così. Penso che la traccia più rappresentativa sia l’ultima, “Dimenticare Chi Sei.”, perché è quella più vicina a ciò che voglio essere in futuro, musicalmente e in termini di scrittura. E’ una traccia malinconica, che racchiude in sé le considerazioni finali sul progetto senza troppa retorica. E’ la traccia che ho scritto più velocemente e alla leggera perché avevo bisogno di essere trascinato e libero da qualsiasi tipo di condizionamento, visto che il processo di scrittura che ha riguardato gli altri quattro brani è stato molto lungo e a tratti sofferto e il risultato si è visto. Infatti è il brano che alla lunga è stato maggiormente apprezzato dal pubblico.

6. Il tuo ultimo singolo ST TROPEZ., uscito lo scorso mese, ha delle caratteristiche che lo rendono ancora molto affine all’EP o è già rivolto verso il percorso artistico che intraprenderai con i tuoi prossimi progetti?

ST. TROPEZ., è il collante perfetto tra l’EP e i progetti del 2022, proprio per questo ho fatto di tutto affinché quel pezzo uscisse prima della fine dell’anno, lo ritenevo la chiusura più degna di un anno che è stato molto importante ma anche davvero difficile per me dal punto di vista personale. ST. TROPEZ. è uno sfogo, nonostante l’ambientazione e le sonorità del brano siano molto rilassate e vicine appunto a Dimenticare Chi Sei., le tematiche trattate sono molto più crude e sofferte. Mi sono aperto con me stesso e ho buttato fuori tutte quelle dinamiche che mi avevano creato un grande vuoto dentro, affrontandole una volta per tutte, forse con maggior chiarezza rispetto a quanto avessi fatto nell’EP. E questo lavoro si è rivelato molto importante per chiudere un capitolo e riaprine contemporaneamente uno nuovo, che spero possa entusiasmare le persone ancora di più.

7. Dall’ascolto del progetto si denota la tua duttilità e la volontà di spostarsi di genere in genere senza particolari distinzioni o etichette, ma a quale tipo di influenze ti avvicini di più?

Si, questa è un’osservazione molto acuta in merito alla mia musica. Ho sempre cercato di spaziare molto tra i generi, anche perché non riesco a percepire l’arte come un qualcosa da suddividere in compartimenti stagni. Ascolto tantissimi artisti, con esperienze, mood e sonorità molto differenti tra loro e lo ritengo un grande punto di forzo che sto cercando di sfruttare. Sto sperimentando tanto, cercando comunque di mantenere viva e ben riconoscibile la mia identità di fondo.

8. Che idee hai per il tuo prossimo progetto? Hai pensato anche a un modo per collegarlo all’ultimo pubblicato?

Sto già lavorando da un pò ai miei prossimi progetti con un gruppo di produttori con cui avevo già collaborato o con cui ho intrapreso per la prima volta una collaborazione. Si lavora ancora molto a distanza e questa cosa rende un pò più difficile il tutto, ma sono carico perché ho già molti testi, molte idee forti e molti brani in lavorazione o già pronti, ma preferisco che parli la musica, perciò terra la bocca cucita sui dettagli. Il progetto si ricollegherà molto al mio ultimo EP NARCISO, perché sento ancora attuali e presenti nella mia vita determinati temi che avevo trattato nei precedenti brani. Infatti considero il mio ultimo singolo ST.TROPEZ. come il collante ideale tra l’EP e i miei nuovi progetti.

9. Che ne pensi della scena del tuo paese? Ritieni che la distanza dai principali centri di aggregazione di artisti – come Milano o Roma – sia un punto a sfavore o può essere anche un vantaggio?

Sono molto incuriosito e molto entusiasta della scena del mio paese, negli ultimi anni mi sono avvicinato moltissimo all’urban italiano, anche per trarre nuove fonti d’ispirazione per la mia musica. Prima ascoltavo molto rap americano, ora faccio fatica ad ascoltarlo con continuità, anche per il problema legato alla lingua, ci tengo sempre a comprendere e ad immedesimarmi nello scenario descritto dall’artista e con la differenza linguistica non è affatto semplice.
Per quanto riguarda la distanza dalle grandi città italiane a dire il vero non la sento molto, venendo da Como sono molto vicino a Milano e frequentando anche l’università in Statale, è una città che vivo quasi quotidianamente. L’8 Gennaio dovevo anche esibirmi lì per la prima volta, ma a causa del COVID siamo stati costretti a rimandare il tutto in primavera.

In seguito, vi lasciamo i link per seguirlo sui vari social

Instagram: https://www.instagram.com/sonocvmpo/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCoVYdNLXCLK_gZCY39eO94w

Spotify: https://open.spotify.com/artist/0nll6NKcY1sNtJagE2Jcpj?si=M4rqBWmOT-S0bums4JPyCw

Soundcloud: https://soundcloud.com/user-755729294/tracks