Intervista a Ferra, l’artista che si ispira a Emis Killa

Manuel Ferraro, in arte Ferra, classe 2003, inizia la sua carriera artistica nel 2019, prendendo come esempio i ragazzi più grandi del suo quartiere, differenziandosi col tempo per quello che il suo flow, melodie e testi offrono in ogni traccia. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio.

Immagine: Ferra

Intervista Ferra

Per iniziare, potresti condividere la principale fonte di ispirazione che ha guidato i tuoi primi passi nel mondo della scrittura musicale?

La mia principale fonte di ispirazione legata alla scrittura è senza dubbi Emis Killa, ho scoperto questo mondo grazie a lui, e di questo gli sono molto grato. Associo in particolare a Emis Killa la figura della persona che mi ha aperto le porte di questo genere, in quanto la sua musica occupava gran parte della mia routine sin dalle scuole elementari.

Potresti elencare tre album che ritieni abbiano avuto un impatto significativo sulla tua vita e sulla tua evoluzione artistica?

In ordine cronologico, i tre album che ritengo abbiano avuto un impatto significativo sulla mia vita ed evoluzione artistica sono: L’erba cattiva, Santeria e Rockstar, ovviamente poi tutti gli album dei 4 rispettivi artisti che sono susseguiti.

Durante il tuo percorso artistico, hai vissuto un momento particolarmente significativo sul palco che desideri condividere?

Per quanto riguarda il palco, ogni volta che mi esibisco è sempre un mix di emozioni positive che mi fanno stare a livello mentale molto bene, ma se proprio dovessi condividere un momento particolare mi viene in mente la prima vera volta che sono stato davanti a un pubblico, quando in realtà non ero nemmeno un rapper e non avrei mai pensato di poterlo diventare, ovvero quando all’età di soli 10 anni mi esibii in una festa del mio paese cantando Parole di Ghiaccio. Ritengo essa l’esibizione più memorabile appunto per la tenerissima età e per la volontà anche fin da bambino di avere il microfono in mano.

CityLife presenta un notevole campionamento del brano iconico di Rihanna. Puoi raccontarci come è nata questa idea? È stata una tua intuizione o del produttore?

Sì, CityLife è caratterizzata appunto dal sample di Rihanna di We Found Love. questo pezzo in realtà è nato grazie a un accordo tra me e una persona che lavora a stretto contatto con la mia musica: era un periodo un po’ buio per lui, ed è stato questo diciamo la fonte d’ispirazione che mi ha portato a scrivere questo brano; ho cercato di prendere in mano i suoi stati d’animo e portarli a rime in una chiave molto melodica ma allo stesso tempo rappata che potesse di conseguenza coinvolgere il maggior numero di persone.

Come percepisci attualmente la tua reputazione nella tua città? Ritieni di essere valutato correttamente o pensi di essere ancora sottovalutato?

Nella mia città definirei la mia reputazione abbastanza positiva, credo che ci sia ancora gente che debba conoscere il mio lato artistico per poi farsi una propria idea, di certo non si può piacere a tutti. Ritengo di essere valutato giustamente dall’ascoltatore, ma meno dal collega. Ritengo ci siano diversi rapper che si sostengono l’un l’altro senza cercare di inglobare gente che magari merita di più o che è comunque forte in quello che fa. Per il mio parere stare nella propria “nicchia” magari propsando solo “ l’amico di…” non ha molto senso. Allargare gli orizzonti cercando di inglobare più artisti meritevoli invece, la vedo più come una soluzione che faccia bene sia al “gruppo” per emergere che alla musica in generale. Purtroppo non noto ancora una grande unione tra i colleghi.

Proiettandoti nel futuro, come visualizzi il tuo percorso artistico nei prossimi anni e quali obiettivi hai a breve termine?

Proiettandomi nel futuro, mi auguro che possa fare della mia passione un lavoro, non per i soldi, quello certamente è importante, e poter cambiare scarpe anche solo una volta all’anno sarebbe una cosa soddisfacente, ma penso che se fai questo solo per soldi senza metterci passione e amore non vai da nessuna parte. Un obiettivo che mi sono prefissato a breve termine è fare in modo che sia uno dei nomi più papabili per entrare nei big della scena, non so come, non so quando, ma so che la costanza e il “crederci” ripagano.

Qual è la canzone che hai scritto e che senti rappresenti al meglio la tua identità artistica?

La canzone che penso mi rappresenti al meglio è CityLife, un mix fra elementi “street” (senza strafare e indossare abiti che non mi appartengono totalmente) e ovviamente elementi più soft. Reputo questa traccia appunto quella che mi rappresenta di più anche per quanto riguardo la tecnica di scrittura e di canto: parte rap nelle strofe che anticipano poi un ritornello più melodico e orecchiabile.

CityLife sta ottenendo un successo moderato tra i brani degli artisti emergenti. Puoi darci qualche anticipazione sul tuo prossimo singolo? Ha già un titolo definito?

Ho più di una traccia già chiusa che potrebbe essere la candidata della prossima uscita, stiamo valutando quale di esse possa essere la più giusta e consona.

Hai in programma di lavorare su un album o un progetto più ampio nel prossimo futuro? Puoi condividere qualche dettaglio su questo fronte?

Personalmente vedo l’album come una cosa che può fare un rapper che ha già un pubblico che ogni giorno ascolta la sua musica, essendo ancora un emergente, ci stiamo dedicando all’uscita di vari singoli per ampliare i nostri orizzonti, ciò di cui sono sicuro è che le prossime uscite saranno di una qualità molto alta, e che come per ogni rapper, l’ultima traccia è sempre la migliore.

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