Intervista C.Rage: la persona dietro alla sua musica

C.Rage, detto anche “Crazy” o “Rage”, è nato a Varese e cresciuto in provincia di Varese, (dove vive tutt’ora). Ha iniziato ad ascoltare hip hop negli anni 2000, ispirandosi ai grandi talenti, e nel 2019 iniziò la sua carriera da artista, dove iniziò a scrivere e provare le sue prime rime dentro a una macchina. Nel 2020, con il COVID e il coprifuoco, decide di mettere una marcia in più per la sua musica.

Intervista C.Rage

Immagine_ C.RAGE

Puoi raccontarci di più sulla tua infanzia a Varese e di come sia vissuta la scena hip hop? Hai un luogo oppure una comunità locale che hanno influenzato la tua passione per la musica hip hop?

La mia infanzia, in provincia è stata particolare. Non ho mai avuto a che fare con artisti, musicisti ecc, ho avuto solo compagni rockettari e tutt’altro. Ai miei tempi andava meno il rap di oggi , e andava più forte il rock e la dance; mentre la gente aveva i Green Day , io avevo tutt’altro. Ho sempre amato ascoltare quello che non ascoltano gli altri. Da piccolo vedevo solo il calcio nella mia vita, sognavo di fare il calciatore, era proprio il mio mondo, ma nel mentre ascoltavo già qualcosa. Avendo un fratello maggiore che ascoltava di tutto, ma tanto rap, durante l’adolescenza il mio segno di ribellione era la musica rap! Il primo artista in assoluto che ho ascoltato sono stati Fabri Fibra e Marracash. Non sono mai stato troppo appassionato di musica straniera, ma di rap classic sì! E una volta era tutta un’altra cultura! Diciamo che i Dogo sono stati la mia parte più commerciale del rap! E Bassi Maestro la parte più culturale.

Quali artisti hip hop degli anni 2000 hanno avuto un impatto significativo su di te e in che modo hanno influenzato il tuo stile musicale e le tue rime?

La mia creatività è influenzata da tutti ma da nessuno: io mi posso ispirare a tutti per la cattiveria e per il flow ma non mi vedo uguale a nessuno della scena, diciamo che mi rispecchio un pochino con Sac1. Erano tanti gli artisti che ascoltavo. Uno che mi ha sempre messo molta carica è Ensi, ed è tutt’ora nella lista dei miei preferiti. Ero abbastanza influenzato da Marra ma mi piacevano un sacco gli artisti ribelli, volgari, tipo Fibra.

Il periodo del COVID e del coprifuoco ha rappresentato una sfida per molti artisti. Come hai affrontato questo periodo e come ha influenzato la tua creatività e il tuo approccio alla musica?

Il periodo del COVID ha terrorizzato tutti , ma ha assestato un po’ le cose, soprattutto, staccare un attimo dal solito tran tran. Però appunto ha fatto riflettere me come tante altre persone, e nella noia, può nascere anche della fantasia, e da lì mi sono detto, posso fare di più per la musica, come mi sono anche abbattuto un po’, ma 4 anni dopo siamo ancora qui ma con del potenziale molto più alto.

Qual è stata la scintilla o l’evento che ti ha spinto a decidere di intraprendere una carriera come artista nel 2019?

Ho sempre sognato di fare musica, ma non avevo il coraggio di farlo e di mostrarlo agli altri, con la paranoia di non essere in grado e allo stesso tempo di essere poco influenzato perché non avevo a che fare con nessun artista. Un giorno chiaccherando con un amico abbiamo deciso di provare a buttare giù 4 righe e cantare qualcosa. Dalla zona industriale di Gornate Olona (VA) dentro una punto del ’90 iniziò la mia carriera. C’erano alti e bassi ma non ho mai più smesso.

Come descriveresti il tuo stile musicale e cosa pensi che lo differenzi dagli altri artisti hip hop?

Il mio stile di musica non l’ho mai definito, e non lo definirò mai forse. Diciamo che mi è sempre piaciuto di tutto, e tutt’ora testo di tutto. Anche se da artista sono nato con la trap, ma sono cresciuto con l’hip hop, sto facendo molto di più in genere melodico e diciamo che sono un po’ incrociato col pop. Mi differenzio da tanti artisti perché non mi invento le cose, non dico cose che non sono vere. Ovvio, la fantasia non manca e non parlo solo di me, ma onestamente piuttosto che raccontare cose che non sono vere come mezza Italia smetto di fare musica, devo cantare quello che mi appartiene, e fino ad ora penso di essere stato molto originale.

Nei tuoi testi, quali sono i temi principali che preferisci affrontare e perché ritieni che siano importanti da comunicare attraverso la tua musica?

I temi importanti sono la mia vita, soprattutto come mi sento, e cerco di trasmettere quello che provo emotivamente agli ascoltatori. Ho molto malessere, e infatti parlo molto di ansia, malinconia ecc.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi piani e obiettivi nel mondo della musica? C’è un messaggio o un impatto che spera di lasciare con la tua musica?

Guardando al futuro vedo un mondo difficile, perché siamo troppi nel mondo e troppi a fare musica, 7 su 10 oramai fanno musica e diciamo che io ho un potenziale e voglio sfruttarlo sempre di più per permettermi un futuro con la musica.

Se siete curiosi di conoscerlo meglio, vi invitiamo a seguire C.Rage su tutti i social network:

InstagramSpotifyYouTube