INTERVISTA GIAIME: Dopo un lungo silenzio, Giaime è pronto

Abbiamo realizzato questa intervista a Giaime per capire meglio il lavoro fatto durante la sua pausa. Dopo l’uscita di “Figlio Maschio” nel 2021, Giaime ha pubblicato solo 4 canzoni, davvero poche soprattutto rispetto agli standard moderni. Sicuramente c’è stato grande lavoro dietro al nuovo progetto, e lo abbiamo intervistato proprio per capirne di più.

Intervista Giaime

I momenti di silenzio sono sempre momenti in cui non si sa cosa stia accadendo, cos’è successo a te in questo periodo d’assenza?

C’è stato un momento di sbatti di vita personale che si è legato con la vita artistica. C’è stata una demoralizzazione a partire dal mio disco, Figlio Maschio, che per mio parere non è stato spinto nella maniera giusta, oggi, puoi fare anche il disco più bello del mondo, ma senza la spinta giusta non arriva alla porta di chi non ti conosce, neanche di chi ti conosce, talvolta. Questo si è aggiunto a tutto e mi ha portato a non avere più voglia

Come ti è tornata questa voglia?

Amici, la famiglia, altri artisti. E quindi piano piano si è tutto assestato, con grande lentezza. Ma ci voleva. Ora sto vedendo la differenza, proprio nella musica che sto facendo. Quindi direi che. Ora è il momento in cui possiamo proprio riconsiderarmi all’attivo al 100% .

Quindi, personalmente, come ti senti?

Tutti hanno i loro cazzi. Però anche aver passato dei momenti così sicuramente ti insegnano, ti mettono l’esperienza giusta per affrontare anche meglio eventuali altri drammi poi in seguito e quindi riesci comunque a sfogarti meglio nella musica. Io ero arrivato proprio a un punto in cui la musica non riusciva neanche a sfogarmi. Non mi volevo guardare dentro, di conseguenza non scrivevo perché sarebbe stato come parlare allo specchio e ho preferito di non farlo in quel momento.

Questa nuova fase Inizia con Giungla. Cosa c’è dietro questo pezzo? Da dove arriva lo stimolo di ricominciare?

Ho trovato questi producer, che si chiamano Smookid & 4TheNight.  Con loro è successo quello che successe con Andry, ovvero che, musicalmente parlando, mi si è sbloccato il chakra. Già dalle prime sessioni ci siamo capiti. Loro conoscevano i miei pezzi vecchi,  volevano tirare fuori quel Giaime tanto quanto lo volevo io. Di solito quando i fan ti chiedono di tornare a essere quello di una volta, nel mio caso gli anni 2017-2020, gli artisti si incazzano, però in questo caso ero d’accordo, tornare a sentirsi più libero di essere tra il conscious e lo spaccone.

Sulla scrittura che mi dici?

La scrittura va bene, lo stampo c’è come il flow e l’attitudine. Soprattutto mi sono reso conto sono diventato più professionale nei ritornelli. Ora li ragiono meglio, si aprono e chiudano con più coerenza che in passato. Ho capito che può diventare una forza per il ritornello, perché appunto rende tutto più comprensibile.

Giungla è una canzone leggera, le canzoni più deep troveranno posto nelle prossime uscite?

Inizialmente abbiamo iniziato a lavorare su questo pezzo più leggero, poi spontaneamente è uscita altra roba, per ora posso dirti che nei prossimi singoli c’è una metà molto giungla, più ironica, e altri pezzi più conscious che, come in passato, non sono pesanti, neanche a livello musicale. Quindi raccontarti la storia più profonda, ma con parole più leggere e un sound che segua questa idea, ti direi alla Bad Bunny.

Personalmente cosa ti senti di aver aggiunto e cosa di aver tolto?

Parto da cosa ho tolto: l’insicurezza, quella che deriva dalle pressioni di un ambiente che ti dice ‘se non fai San Siro, non sei qualcuno’ soprattutto con degli anni dietro di carriera. Ti senti anche un po’ più in basso rispetto agli altri. Invece mi sono tolto questa cosa perché poi non è che io la pensassi veramente, è un condizionamento.
Non ho neanche più l’ansia di chiedermi se sono sotto o sono sopra, ho la sicurezza che facendo le robe fatte bene, nel modo in cui le voglio fare, con il team giusto, da qualche parte arriveremo.

E il tuo obiettivo?

Non voglio ritrovarmi a quarant’anni a fare live con 300 persone, te lo dico sinceramente. Voglio arrivare più in alto possibile, ma senza pressioni. Chi non vorrebbe fare 10 forum, o San Siro? Mi interessa, certo, sono i miei sogni da quando ero bambino, ma se non arriva non voglio farmi abbattere. Non ho la pressione di avere tutto e subito. Ovviamente un pochino mi tirerebbe il c****, solo un pochino (ride)

Tu sei stato presente nella scena sia con dei dischi che pubblicando singoli con una cadenza giusta, che pensieri hai a riguardo, soprattutto per questa nuova stagione? Ti piace più uno più l’altro, pensi che adesso vuoi più arrivare al disco oppure si apre un’altra stagione di singoli?

Preferisco la stagione dei singoli, assolutamente. È il mio modo di lavorare e ti aiuta anche a correggere il tiro, nel senso, se faccio un disco, oggi non va bene. Io voglio arrivare al disco col tempo giusto, perché il disco deve andare bene, non voglio fare un disco che non se lo ricorda nessuno, che non posso portare. Ora sono stato fermo per due anni e mezzo, ed è giusto che ricominci così.
Bisogna riconquistare. Riconquistare vuol dire prendere terreno. Il terreno lo si prende camminando. Nella prima Guerra Mondiale, se devi arrivare da un punto A un punto B per sconfiggere il nemico ci vai camminando, durante la camminata ci sarà qualcuno che ti spara, ci saranno dei problemi, ma poi tu arrivi dove devi arrivare.

Questa è la nostra intervista a Giaime in attesa di nuova musica. Che aspettative avete per il nuovo progetto?